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Stm, 860 milioni di perdita nel semestre

Il gruppo dei chip ha chiuso il primo semestre con ricavi per 3,653 miliardi di dollari, in calo del 25% rispetto ai 4,869 miliardi della prima metà del 2008.

A pesare sui risultati, secondo la società, “le condizioni di debolezza del settore che hanno più che controbilanciato l’impatto netto delle transazioni di M&A”.Il margine lordo si è attestato al 26,2% dei ricavi netti, rispetto al 36,5% dei ricavi netti del primo semestre del 2008.Così la perdita netta è stata di 860 milioni di dollari (pari a 0,98 dollari per azione), rispetto a una perdita netta di 131 milioni di dollari (o 0,15 dollari per azione) del primo semestre del 2008.La posizione finanziaria netta, a fine giugno, era positiva per 205 milioni di dollari, valore da raffrontare all’indebitamento netto di 545 milioni di dollari della fine del 2008.Il numero uno del gruppo, Carlo Bozotti, ha dichiarato che, sulla base del flusso degli ordini e della visibilità attuali, è attesa “una sostanziale crescita sequenziale dei ricavi in tutti i segmenti di mercato e le aree geografiche”.

Inoltre è stimato “un aumento sequenziale del margine lordo” e “un aumento nell’utilizzazione degli impianti sino al livello del 75% circa”.Stm, infine, è “in linea con l’obiettivo di ridurre i costi di 750 milioni di dollari nel 2009″.

No, non stiamo parlando di una nuova pubblicazione che si è guadagnata…

Fonte:
http://www.soldionline.it/notizie/azioni-italia/stm-860-milioni-di-perdita-nel-semestre

Nel giorno di Obama passa la legge contro le nozze gay

«Il sogno americano si è avverato», «la Storia ha un nuovo corso». Hanno aperto così, mercoledì, la maggior parte dei giornali del mondo, seguiti dall’eco delle tv e delle radio di tutti i continenti. Barack Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti. «La Casa Bianca è nera», abitata di nuovo da un democratico. Ma il 4 novembre, il giorno della vittoria della speranza sulla paura del cambiamento, in pochi, almeno in Europa, hanno dato risalto ad una piccola, grande rivoluzione mancata. Contestualmente all’Election Day, tre Stati americani erano impegnati in un referendum per l’abrogazione del matrimonio gay. Gli abitanti di Arizona, Florida e California sono stati chiamati a votare una risoluzione per riscrivere la definizione di ‘unione coniugale’ come ‘unione fra un uomo e un donna’. In tutti e tre i Paesi, al termine dello scrutinio mercoledì sera, oltre il 55 per cento degli aventi diritto al voto ha detto sì alla cosiddetta ‘Proposition 8′, che limita il matrimonio alle coppie eterosessuali. Se in Arizona, roccaforte del candidato repubblicano McCain e dei conservatori, il risultato era quasi scontato, ha sorpreso la California, tradizionale baluardo dei democratici passata ora però tra le mani del governatore Arnold Schwarzenegger, repubblicano anche se imparentato con la famiglia Kennedy. Anche in California comunque i sostenitori della ‘Proposta 8′ sono passati con una certa facilità.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80628